https://www.ibs.it/alma-mater-storie-di-transumanza-libro-generic-contributors/e/9788894280906

Ma sempre ci sarà un buco nel muro dell' inverno per rivedere l'estate più bella...

e senza che nessuno li chiami i ricordi felici vengono a dir presente,

a riprendere posto accanto al fuoco vivo.

martedì 13 febbraio 2018

Alma Mater, storie di transumanza, pascoli e vie erbose.

Sono anni oramai che il mio vagare murgiano vivifica come un balsamo la mia anima e non mi stanco mai di passare ore e giorni in quel dolce vagabondare, la fotografia come il disegno accompagnano questi momenti felici e ad un certo punto ho trovato tra questi infiniti scatti qualcosa da raccontare, qualcosa da voler condividere e far conoscere, la transumanza delle mucche di razza podolica che giungono a Matera in primavera e rallegrano la murgia materana con il suono dei loro campanacci.


(QUI CON LA MIA AMICA CATERINA ERICA SHANTA IN MURGIA MENTRE REGISTRA LE TRACCE AUDIO DELLE CAMPANE DELLE MUCCHE CHE SONO STATE RIPRODOTTE DURANTE LA MOSTRA)



E' nato così il desiderio di realizzare una mostra fotografica che portasse in città questa realtà agreste che ha vita proprio di fronte alla città antica, dalla murgia infatti la città di Matera si distende in tutta la sua bellezza, dalla murgia si vedono i Sassi e dai Sassi si vede la murgia, un Parco Naturale nel cuore della città ma distante e protetto da un canyon naturale scavato dallo scorrere di millenni d'acqua, dal torrente oggi chiamato gravina, ma le descrizioni, per quanto dettagliate e poetiche non possono mai descrivere abbastanza l'abbondanza di bellezza racchiusa in questo luogo magico, Matera è da visitare, da vivere, da vedere per restarne affascinati per tutta la vita.

(UN MOMENTO DELLA MOSTRA CON LA PROIEZIONE ESTERNA DELLE FOTO MENTRE SI SVOLGE LA PROCESSIONE DELLA NOVENA DELLA FESTA PATRONALE DI MATERA, MARIA SANTISSIMA DELLA BRUNA)

La mostra Alma Mater è avvenuta nel mese di luglio 2017 a Matera, in seguito è stata ospitata presso la Torre Normanna di Tricarico a fine ottobre inizio novembre, nel periodo delle festività natalizie è tornata in esposizione ancora a Matera presso gli ipogei allestiti di Porta Pistola, in via San Potito nel cuore dei Sassi.



Non paga di realizzare una esposizione, questo progetto ha visto anche la dimensione della pubblicazione cartacea divenendo un libro molto bello e curato, coccolato e tirato su come un figlio desiderato dalla piccola e neonata casa editrice Leggere Controvento con cui ha avuto l'onore di inaugurare la collana denominata "le ferule", sempre in omaggio al nostro territorio e alla nostra madre murgia, per questo sogno realizzato devo ringraziare i miei carissimi amici Rosanna e Beniamino che hanno creduto in me e fatto dono del loro tempo e delle loro energie.

(UN MOMENTO DELLA MOSTRA CHE HA OSPITATO AL SUO INTERNO L'OPERA "PASTORE", SCULTURA IN CARTAPESTA DEL GIOVANE SCULTORE MATERANO DOMENICO FESTA)


Di seguito trovate la presentazione degli editori e l'introduzione al libro di mia penna.


Presentazione di Rosanna Marazia e Beniamino Lecce:



Sorprende come le fotografie siano capaci di suscitare emozioni in chi le osserva; lasciano così impressioni e tracce nella memoria di chi si avvicina con sguardo libero da pregiudizi.
Infatti, le immagini contenute in questa raccolta disvelano il prezioso istante dello scatto sensibile rubato al mondo agreste, alla campagna silenziosa, alle mandrie transumanti.


Un rito ancestrale che è festa; un movimento irregolare e stordente al ritmo dei campanacci che riecheggiano come in un concerto nella valle. La fotografia di Teresa Lupo è narrante, evocativa e materica. Un rilievo in movimento, profumo di piante officinali, una storia speciale intessuta nel ricordo di un’infanzia gioiosa vissuta nel Parco della Murgia Materana.


Speciale è la storia che vi apprestare a osservare e sentire con gli occhi e col cuore proprio come lei, Teresa: una persona cara e importante per la nostra comunità, sensibile, innamorata e curiosa.

Siamo felici di averla aiutata a realizzare una pubblicazione con i suoi scatti e le sue fotografie: fare un libro è sempre più una gran bella cosa e il nuovo viaggio editoriale di Leggere Controvento, meglio di così non poteva iniziare. Teresa è riuscita a dar voce a un sogno che è diventato anche una mostra fotografica, impreziosendo il nostro territorio.



Introduzione dell'autrice:



Kronos, signore del tempo, sembra rallentare quasi timoroso il suo perpetuo incedere tra i fili d'erba murgiani. È come rapito nei sensi dalle infinite suggestioni dei profumi, dei colori, dei suoni vivi e vibranti che avvolgono e trasportano in una dimensione sospesa tra l'immaginario onirico e la sensazione di momenti già vissuti. È un passato ancestrale impresso nei recessi più reconditi del nostro io profondo, nel DNA di un popolo che da sempre abita queste terre selvagge e romantiche.

L'odore del timo resta impresso nella pelle come un marchio a fuoco, un senso di appartenenza che affonda le radici nelle profondità dell’animo. Il soliloquio intimo che il cadenzato suono ritmato dei campanacci scandisce nei pensieri, convoglia alla riflessione del senso del tutto. La Murgia. Alma Mater è il nome che ho scelto per la mia raccolta di fotografie. L’Alma Mater era per i latini “colei che elargisce in abbondanza”, la Madre Nutrice, fonte inesauribile di vita, dispensatrice di beni e prosperità. Il timo e il finocchietto selvatico fioriti, sprazzi di viola intenso e giallo acceso tra pietrame bianco e gariga arsa dal sole… I Sassi sullo sfondo.

E come meglio rappresentare questa immagine letteraria se non fotografando una mucca podolica mentre nutre il suo vitello e pascola nel Parco della Murgia Materana? Il parallelismo si manifesta perché la vita in questo peculiare luogo geografico ha trovato stanzialità dai più remoti tempi; una mater materia: madre che genera e mantiene, dà riparo e nutrimento. Come la terra murgiana di superficie ha generato piante che determineranno tutto un mondo di flora e fauna d'eccezionale valore, così il substrato, lo strato calcarenitico della conformazione murgiana, determinerà la materia con cui l'uomo da sempre, cavandola, inventerà le sue abitazioni, cercando in esse il riparo, la tana, il nido che chiamerà “casa”.





La mucca podolica è un animale mansueto di una dolcezza disarmante, capace nella più spontanea semplicità di convertire le particolarissime specie botaniche della nostra Murgia nel nutrimento primario della vita: un latte saporitissimo e unico, trasformato sapientemente attraverso un metodo artigianale tramandato da padre in figlio. Nasce così il caciocavallo, un prodotto caseario molto apprezzato, peculiare del nostro territorio.

Questo è per me un racconto emozionale. Un viaggio proprio come quello della mandria transumante che ho scelto di condividere con voi. Mi auguro di essere riuscita a trasferirvi la mia passione, la mia curiosità e l’interesse per questo mondo agreste e selvaggio che da sempre accompagna le mie giornate.



Per chi fosse interessato ad acquistare il libro AlmaMater, lo trova all'indirizzo ibs.it al seguente link

martedì 10 marzo 2015

Torna Primavera

L'aria è sempre più calda e fuori il piccolo mondo brulicante inizia a svegliarsi e ad essere interessato da formicolante attività, anche il vento inizia a portare fragranze nuove, lontano le prime fioriture sbocciano e le bottinatrici ispezionano nuove rotte, attendiamo trepidi i ritorni Africani, un omaggio alla più amata delle stagioni, una piccola illustrazione che porta i delicati versi di Angiolo Silvio Novaro, poeta italiano.

sabato 28 febbraio 2015

Donna Lucana











L'immagine più cara che vive nel cuore di ogni lucano, il ricordo del passato, di una nonna o una mamma, il ricordo della nostra madre ancestrale, il volto della terra lucana e di quel mondo contadino che va via via scomparendo.


Omaggiamo la nostra terra con la poesia immortale di un suo appassionato e compianto figlio, Rocco Scotellaro.



mercoledì 4 febbraio 2015

ritratti e volti



#watercolors #acquerello #ritratto #portrait #drawing #ritrattocolorato

                                               #watercolors #acquerello #ritratto #portrait #drawing #ritrattocolorato  #tecnicamista #tempera




#watercolors #acquerello #ritratto #portrait #drawing #ritrattocolorato





sabato 6 agosto 2011





Parla piano e poi
non dire quel che hai detto gia’
le bugie non invecchiano
sulle tue labbra aiutano
tanto poi
è un’altra solitudine specchiata
scordiamoci di attendere
il volto per rimpiangere
Parla ancora e poi
dimmi quel che non mi dirai
versami il veleno di
quel che hai fatto prima…
su di noi
il tempo ha gia’ giocato ha gia’ scherzato
ora non rimane che
provar la verita’
Che ti da’ che ti da’
nascondere negli angoli
dire non dire
il gusto di tradire una stagione
sopra il volto tuo
pago il pegno di
volere ancora avere
ammalarmi di te
raccontandoti di me
Quando ami qualcuno
meglio amarlo davvero e del tutto
o non prenderlo affatto
dove hai tenuto nascosto
finora chi sei?
cercare mostrare provare una parte di sé
un paradiso di bugie
La verita’ non si sa non si sa..
come riconoscerla
cercarla nascosta
nelle tasche i cassetti il telefono
che ti da’ che mi da’
cercare dietro gli angoli
celare i pensieri
morire da soli
in un’alchimia di desideri
sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a me
non sapendo dividere
dividermi con te
Che ti da’ che mi da’
affidarsi a te non fidandomi di me..
Sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a noi
dividerti soltanto
nel volto del ricordo.

lunedì 30 maggio 2011

Sul lungomare del mondo...Polvere di gesso

Lasciando andare serenamente i ricordi
per poter guardare con leggerezza al futuro
con apertura verso quello che verrà...
si respira, respiro e vivo...
queste canzoni ne coronano il senso.


Sul lungomare del mondo



Disorientato
Da oggi chiudo i conti col passato
I passi fatti e quelli che farò
Da oggi ogni giorno nascerò da zero
Non mi han convinto i pessimisti no
Non mi han convinto i disonesti no
Non son persuaso dai persuasori no
Io seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
E i bar che passan le canzoni
Sono tranquillo la pioggia poi fa posto al tempo bello
Così è da sempre e sempre resterà
E tutto cambia e tutto cambierà ancora
Dov’è finito il mio stupore oh?
Cosa s’impara dal dolore non so
Ma credo ancora
Che tutto un senso ha
E seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
del mondo
Disorientato
Da oggi chiudo i conti col passato
e conta solo quello che farò
da oggi ogni giorno io vivrò davvero
Dov’è finito il mio stupore oh?
Cosa s’impara dal dolore non so
Ma credo ancora
Che tutto un senso ha
E seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
E seguo il volo dei gabbiani sul lungomare del mondo
E cerco un posto dove stendermi e guardar le stelle con te insieme a te
E tu, che stella sei?


Polvere di gesso



Io ogni mattina ascolto l'alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
faccio un segno su un muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l'età
Io ogni mattina quando parto
lascio aperta la mia porta
se qualcuno verrà
e poi metto polvere di gesso
sul pavimento di casa
per i passi che farà
perché quando c'é una porta aperta
di sicuro prima o dopo si sa

Io ogni sera quando torno
lascio delle tracce bianche
sulla polvere che sa
che qui non ci viene mai nessuno
e nemmeno per oggi
non ci sono novità
e poi richiudo la mia porta
per la notte e per il freddo che ci fa

Io ogni mattina ascolto l'alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
graffio un pezzo di muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l'età

venerdì 29 aprile 2011

Questo Amore (Cet Amour)

Poesia di Jaques Prevert

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.


lunedì 28 marzo 2011

Senza titolo e parole lasciando spazio alla musica



Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Poi respirare il profumo del mare
Mentre dal vento tu ti lasci cullare
Fare il signore o il mendicante
Non scordarsi mai però di essere anche amante
Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Stringere il sole, nelle mie mani
Togliergli i raggi come ad un'albero i rami
Per circondare il tuo viso in calore
Non per fare un petalo intorno al suo fiore

Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Spegnere il germe del nostro gioco
Sazi d'amore ma contenti di poco
Chiedere all'aria i suoi tesori
E così nel chiuso puoi sentirti sempre fuori
Stasera, che sera
Di notte l'amore l'amore

Fare il conteggio dei giorni passati
Sapere adesso che non sono sciupati
E che tu sei sempre viva e presente
Ora come allora tu sei gia nella mia mente

Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me





LETAMI

Come letami nel borgo aspetti in un ritorno che porta lontano
e piano poi t'aspetterò.
No, non toccarmi le mani rimani lì a guardare appeso tra i rami
e non mi dire mai di no,
e non mi dire no,
non dire mai di no,
e se ti aspetterò..

Sono notti che non dormo e forte grido,
grido anche da fuori
mentre tutto scorre lento e più lento tornerà,
giro, appoggiato ai muri
peggio di un tormento fermo che piano salirà,
fino quà..

Fai arrossire il tuo viso aspetta che domani dal freddo asce il sole
donandogli calore, tu,
fermati solo un istante ad ascoltare il vento del mare che sale
e non mi dire mai di no,
e non mi dire no,
non dire, già lo so,
e se ti aspetterò..

Sono notti che nascosto e forte grido,
grido anche da fuori
anche se fa male il tempo che lento scivola,
giro, appoggiato ai muri
sento il cigolare fermo che piano se ne va, se ne va..

Sono notti che non dormo e forte grido,
grido anche da fuori
mentre tutto scorre lento e più lento tornerà,
giro, appoggiato ai muri
peggio di un tormento fermo che piano salirà,
fino quà.

venerdì 18 marzo 2011

A TEMPO DI BOLERO





Andando,

andavo lungo una strada che mi faceva male.

Il sole bruciava l'anima,

la luce accecava i sensi,

il vento stordiva i pensieri.

Camminavo,

camminando mi sentivo sola.

Le pietre sotto i piedi pungevano

la pelle sanguinava e doleva,

ma il dolore che sentivo dentro

era più forte di tutto il resto.

Bussai a più porte

ma le abitazioni echeggiavano di vuoto,

non rispondeva nessuno,

chiamai a gran voce

e le parole si persero nel tempo,

nell'aria,

nell'infinito che mi circondava.

Aspettando,

attendevo un ritorno,

il ritorno delle emozioni e sensazioni

che vivificano la vita

e che un giorno persi.

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martedì 15 marzo 2011

Canta il Gallo...chicchiricchicchiii!

il gallo... tra disegni e sculture.

Torna primavera, l'aria si riscalda, il tepore rallegra gli animi, inizia il tempo dell'amoreggiare per gli animali e per gli uomini, come cantava Battisti: i giardini di marzo si vestono di nuovi colori e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori...

sarà che sono una nostalgica/romantica e questo è il periodo dell'anno migliore per me, il periodo in cui VIVO, sogno, amo...


Dunque cosa succede? è la stagione degli amori e quindi il gallo canta ed io ho deciso di dedicare al gallo le mie attenzioni, lavori in corso, progetti e idee in opera, ma ecco a voi le primizie, graditi i commenti..e seguitemi per vedere il procedere dei lavori, ciao e buona creatività a tutti.

vi svelo un segreto...non fa chicchirichì, però fischia!



I Giardini di marzo è una delle mie canzoni preferite, la dedico a chi vorrà ascoltarla, Teresa.




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lunedì 28 febbraio 2011

ZAGARE E GELSOMINI




E la mancanza è forte come il mare tempestoso durante la bufera.

Rabbiose onde infuriate dal vento che urla forte e corre

per consumare il suo tormento, così l'anima mia.

Mancanza,

Vuoto,

mi solcano ora dopo ora,

resisto, resisto,

una vanga scava nel mio muto dolore,

il silenzio in cui prolifica questo male,

che non ha nome, non ha tempo, non ha fine.

Mancanza,

manchi a me, alla mia vita,

manca la primavera al mio giardino dove non fioriscono più di notte

Zagare e Gelsomini,

dove non suona più la musica nostra bella

e dove tu più non canti nè io ballo.

La felicità è spenta e non odora più l'aria di

Zagare e Gelsomini.







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sabato 18 dicembre 2010

Giuli nel paese del riciclo:  La Basilicata non è terra di mafia. Il punto è ca...

Giuli nel paese del riciclo:  La Basilicata non è terra di mafia. Il punto è ca...: " La Basilicata non è terra di mafia. Il punto è capire come in un territorio come questo la criminalità mafiosa abbia trovato degli a..."

mercoledì 8 dicembre 2010

Considerando che l'amore non ha prezzo...sono disposto a tutto per averne un pò.

Le meraviglie in questa parte di universo,

sembrano nate per incorniciarti il volto,

e se per caso dentro al caos ti avessi perso,

avrei avvertito un forte senso di irrisolto.

Un grande vuoto che mi avrebbe spinto oltre,

fino al confine estremo delle mie speranze,

ti avrei cercato come un cavaliere pazzo,

avrei lottato contro il male e le sue istanze.

I labiriti avrei percorso senza un filo,

nutrendomi di ciò che il suolo avrebbe offerto 

e ad ogni confine nuovo io avrei chiesto asilo,

avrei rischiato la mia vita in mare aperto.

Considerando che l'amore non ha prezzo

sono disposto a tutto per averne un pò,

considerando che l'amore non ha prezzo 

lo pagherò offrendo tutto l'amore, tutto l'amore che ho.

Un prigioniero dentro al carcere infinito,

mi sentirei se tu non fossi nel mio cuore,

starei nascosto come molti dietro a un dito

a darla vinta ai venditori di dolore.

E ho visto cose riservate ai sognatori,

ed ho bevuto il succo amaro del disprezzo,

e ho commesso tutti gli atti miei più puri.

Considerando che l'amore non ha prezzo,

considerando che l'amore non ha prezzo,

sono disposto a tutto per averne un pò,

considerando che l'amore non ha prezzo

lo pagherò offrendo tutto l'amore, tutto l'amore che ho.

Senza di te sarebbe stato tutto vano,

come una spada che trafigge un corpo morto, 

senza l'amore sarei solo un ciarlatano, 

come una barca che non esce mai dal porto.

Considerando che l'amore non ha prezzo,

sono disposto a tutto per averne un po', 

considerando che l'amore non ha prezzo 

lo pagherò offrendo tutto l'amore, 

tutto l'amore che ho.

(Peccato che questo amore inizio a credere non esista)


martedì 30 novembre 2010

La LIBERTA' è la musica della vita

LIBERTA'!
Esiste parola al mondo più bella di questa?
La Libertà è la frizzante aria di primavera che a pieni polmoni
lasciamo entrare in noi all'alba di una fresca mattina,
è la sensazione di totale conduzione della propria vita,
è una canzone che con le sue parole descrive tutto quello che sentiamo
e proviamo nel nostro intimo più profondo...
la Libertà è la voglia di andare avanti nella propria vita
secondo le proprie regole e le proprie assenze di regole,
vivendo ogni giorno come lo si vuole, senza lasciarsi influenzare
dalle idee di chi non comprende noi e il nostro profondo e cerca
ostacolandoci e rimproverandoci di cambiarci...
La Libertà è non farsi imprigionare...
Una bella canzone, originalmente nata in lingua francese,di ZAZ,
giovane e simpatica cantante al suo primo disco...si intitola JE VEUX,
ha inciso da poco la versione italiana che si trova su youtube ma nn può essere
incorporata al blog, il testo è questo:

         MI VA'  

Una suite al grande hotel, non la vorrei...
i gioielli di Chanel, non metterei...
fosse mia la Tour Eiffel, che ne farei...
limousine con lo chaffeur, io non ce l'ho...
di uno yacht a Saint Tropez, che ne farò...
un castello a Courmayeur, no grazie no!
Mi va, mi va di avere la libertà
la gioia, l'amore, la semplicità
io voglio morire di felicità...
Mi va, mi va e voi venite con me
la libertà non ama i clichès...
io voglio la vita più vera che cè...
Non sopporto il galateo, non fa per me...
il politically correct, non so cos'è...
dico quello che mi va, che male fa...
e basta con l'ipocrisia, la falsità,
benvenuti tutti nella mia realtà
dove ogni sguardo ha più verità...
...più verità...
Mi va, mi va di avere la libertà,
la gioia, l'amore, la semplicità,
io voglio morire di felicità...
mi va, mi va e voi venite con me,
la libertà non ama i clichès...
io voglio la vita più vera che c'è...
Mi va, mi va di avere la libertà
la gioia, l'amore, la semplicità,
io voglio morire di felicità...
mi va, mi va e voi venite con me
la libertà non ama i clichès...
io voglio la vita più vera che c'è...
Mi va, mi va di avere la libertà
la gioia, l'amore, la semplicità,
io voglio morire di felicità...
mi va, mi va e voi venite con me
la libertà non ama i clichès...
io voglio la vita più vera che c'è...


questo è il video in lingua francese, ma su you tube si trova la versione italiana

buon ascolto!




lunedì 15 novembre 2010

Colonna Arabescata

Questa colonna si presentava bianca e spoglia, proprio davanti all'ingresso dell'abitazione,il mio intervento è stato dunque di armonizzarla all'ambiente in cui vive, poichè la sua ubicazione è di primo impatto. Ispirandomi all'arredamento in stile cinese, ho realizzato delle volute plastiche, il risultato è stato  una pittura scultorea o  una scultura pittorica...qui si vedono ancora i disegni prima dell'intervento plastico.



Applicazione delle volute...


vista frontale


vista dall'ingresso

vista dalla zona notte

primi colpi di argento

primi tocci di rosso (6 tonalità di rosso)

vista posteriore dal basso

particolare

che bel rosso!


che ve ne pare?

quasi finita.



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Colonna Arabescata by Teresa Lupo is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.