"Matera nella giornata Unesco"
RICORDI DI TEMPI LONTANI di TERESA LUPO
I ricordi sono la parte di un sogno,
frammenti di vita, legati all'esperienza che fu e non è più.
Matera, madre segreta, labirino di strade, dedalo di scale, domino di tetti e case su case.
Ovunque l'occhio posi, sulle tue vecchie vestigia, riceve il dono del ricordo.
Ricordo di vecchie comari aggrinzite, sedute a consunte sedie di paglia,
assorte nel loro sommesso pregare, che scorrono tra le indurite dita i lucenti grani di un rosario.
Ricordo di anziani contadini un pò stanchi che nel pomeridiano riposo intrecciano
ora un cesto di vimini ora peperoni e pomodori rossi da essiccare al sole, in attesa di freddi inverni.
Il ricordo del ricordo dei nonni che nella natia casa, divisa con le bestie domestiche,
han lasciato il cuore...
Ricordo dello stridio delle ruote del traino di ritorno dai campi,
trainato dal suo assonnato mulo, carezzato dai caldi raggi del sole che inondano il selciato,
le pietre,
il tufo,
le grotte,
le case.
Matera, accogliente madre, scrigno incastonato di meravigliose chiese, preziose come gemme.
Ovunque appoggi l'orecchio, s'ode il tuo sussurro narrare le storie passate di ricordi lontani.
Ricordo di vicinati, di case, di famiglie e bambini dai nudi piedi, costantemente vigilati
da un vecchio e stanco occhio che pare distante nel suo romingo pregare,
ma che sorveglia attento, materno, e osserva l’animoso giocare.
Ricordo di una romita finestrella da cui abitualmente fa capolino uno scolorito fazzoletto,
posato su un chino capo argenteo, che dal passante si informa della vita che oltre i suoi vetri scorre.
Ricordo del vivace vociare di donne raccolte attorno alle fontane,
del gorgoglio della cristallina acqua che empie le capase nel giornaliero rito.
Ricordo delle infinite pignate sfrigolanti che inondano le antiche viuzze di odori di cucina,
di case,
di famiglia,
di buono...
Matera, antichissima madre, abitata dalle più remote ere ma vissuta ancora in questi futuri giorni.
Ovunque lo sguardo si posi, le membra sussultano per quanta poesia riecheggia in questi ameni luoghi.
Ricordo è ogni finestra che come un quadro incanta l'occhio e l'anima con
i suoi paesaggi infiniti e mai finiti.
Ricordo di lumi notturni, posti fuori dagli usci da ogni famiglia che di notte ti tramutavano
in specchio pel cielo, affinchè con esso competessi in fulger di tremule luci come di stelle.
Matera,
a noi ti sveli ogni giorno nuova,
diversa,
ma sempre la stessa,
infinita e stupenda.
COPPIA DI FALCHI GRILLAI

TERRA DI LUCE

TERRA DI SOLE

TERRA DI SILENZIO

TERRA DI PACE

TERRA DAI VIVI COLORI

TERRA DI ARIA TRANQUILLA

TERRA DI ISPIRAZIONE LIBERA E PURA

TERRA DI SOLITUDINE

TERRA DI POESIA

TERRA DI NEBBIA E MISTERO

TERRA DI TUFO, CUSTODE DI TRADIZIONE

TERRA CHE NON HA BISOGNO DI TERRA

TERRA RICCA DI TERRA

TERRA DI CIELI INFINITI

Queste immagini sono delle Murge materane, la prossima volta vi porterò diversi scorci, magari vi porto nei "Sassi".
"Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente ballezza" CARLO LEVI, 1952
ciao a tutti e buona giornata