Questa colonna si presentava bianca e spoglia, proprio davanti all'ingresso dell'abitazione,il mio intervento è stato dunque di armonizzarla all'ambiente in cui vive, poichè la sua ubicazione è di primo impatto. Ispirandomi all'arredamento in stile cinese, ho realizzato delle volute plastiche, il risultato è stato una pittura scultorea o una scultura pittorica...qui si vedono ancora i disegni prima dell'intervento plastico.
Ci siamo, è arrivato luglio e per i materani luglio è sinonimo di festa, si, la festa della nostra patrona, Maria Ss. della Bruna, o come la chiamiamo noi popolo, "la Bruna". Sono addirittura tre le leggende che si raccontano a Matera su questa festa. Una di queste narra di una ragazza sconosciuta, apparsa ad un lavoratore della terra al rientro verso la città di Matera. La fanciulla chiese al buon uomo un passaggio sul suo carro e questi, dopo averla accompagnata fino alle porte della città, nei pressi della chiesetta di Piccianello, la vide trasformarsi in statua. La fanciulla era la Vergine che salutò il contadino dicendo che da quel momento, ogni anno, voleva entrare in città su un carro addobbato a festa, così è nato il carro trionfale. Una seconda leggenda spiega il perchè della distruzione del Carro trionfale, riconducibile ad un probabile assalto dei saraceni. I materani, per scongiurare il pericolo che le icone della loro profonda devozione e venerazione cadessero nelle mani degli aggressori, distrussero loro per primi il carro, evitandone il saccheggio. La terza leggenda racconta invece che il Conte Tramontano, signore di Matera, abbia promesso alla cittadinanza di Matera tutto il necessario per lo svolgimento della Festa in onore della Santa patrona, persino un carro nuovo ogni anno. I materani per mettere alla prova il mal sopportato tiranno, assaltarono il Carro trionfale costringendo il Conte a mantenere la promessa fatta.
Diverse e molteplici sono le tappe di questa lunga festa che comincia il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, quando, di sera, il Carro viene benedetto dal Vescovo ed è esposto alla cittadinanza, che può così ammirarlo nella sede in cui viene realizzato, intanto nel corso e lungo tutto il tragitto che il carrò farà il 2 luglio si fa la prova di accensione delle luminarie.
Da questo giorno in poi la città si riempie di giostre, bancarelle, bande musicali, eventi artistici e culturali collaterali e tutta la fanfara che si trova nelle nostre folkloristiche feste del sud, del mediterraneo...lo struscio vestito a festa..come canta Vinicio in Camera a Sud...lo struscio forse è il vero protagonista di tutte le feste patronali...momento di incontro e di scontro...comunque il principe della festa.
Giungiamo così al fatidico 2 LUGLIO...che di solito comincia dal 1 luglio..poichè spesso non si ha il tempo di andare a dormire, dopo le giostre di sera, si attendono le 5 di mattina, momento in cui viene lanciata la prima diana che richiama i fedeli alla prima messa di apertura delle celebrazioni religiose, dopo la messa, esce il Quadro dei pastori e si dà luogo alla Processione dei pastori.
La Processione dei Pastori è costituita da tante figure diverse, in primo piano i rappresentanti religiosi, assieme a loro i pastori con qualche capretta e campanacci dindondanti, seguiti dalle comari religiose, alcuni esponenti della politica cittadina (che non mancano mai), qualche sportivo forse, gente di tutte le età, anziani, giovani, bambini, bambini in fasce, passeggini, motorini, un vero coacervo di gente, meraviglioso, onirico e fantastico...tutta questa gente in processione per le vie della città, scappano nel momento in cui scoppiano petardi e mortaretti posti lungo il percorso, quello è il momento clou, cordoni di gente che si tiene per mano che corrono per strada per non farsi raggiungere dagli scoppi dei mortaretti (innocui non temete).
Terminata la Processione dei Pastori, verso le 9 e 30/10,00, non esiste ancora riposo, esce la Cavalcata, che è la caratteristica cavalcata in costume, esemplari magnifici di cavalli bardati a festa assieme ai loro cavalieri vestiti da soldati che scorteranno la Madonna dalla chiesa fino al luogo in cui l'attende il Carro trionfale, dove verrà fatta salire in trono e attenderà fino al pomeriggio, momento in cui incomincerà la sfilata per le vie della città.
Qualche ora di respiro, pranzi in famiglia, famiglie riunite, parenti lontani tornati per la Bruna...pennichella pomeridiana, doccia, vestito migliore, il migliore in assoluto...inizia lo struscio più importante dell'anno, più importante persino di quello natalizio, di quello delle Palme, di quello di Pasqua...lo STRUSCIO della BRUNA.
Alle ore 19 circa il carro parte da Piccianello con la Madonna in trono e inizia la lunghissima sfilata che lo porterà nel centro cittadino verso le ore 22,00 per eseguire il rituale dei "TRE GIRI" per poi giungere in piazza verso le 22 e 30 per la "STRAZZATA" parola del nostro gergo che significa, strappo, distruzione, si perchè il carro che è di cartapesta viene realizzato ogni anno e distrutto come da rito che vuole il pezzo conquistato un elemento che porterà fortuna e ricchezza nella casa in cui verrà portato.
Ma non è finita ancora, dopo tutto questo, si va alle giostre, comunque riprende lo struscio che non muta mai forma, continuamente alimentato dalla molteplicità di gente che si riversa per le strade, e si attendono le ore 24, a mezzanotte iniziano gli spari...i fuochi pirotecnici...ed è tutto un ooooooohhhhhhh di nasi all'aria...
Adesso la festa è finita, diciamo, ma lo strascico perdura ancora per molte ore, è la festa più lunga che conosca...e poi cè l'ottava, ma ve la racconto un altra volta, tutta questa emozione mi ha stancata, e poi tra non molto devo prepararmi per lo struscio anche io, con i miei bimbetti e il passeggino, hihihihihihi!
Vi aspetto alla nostra festa, vi divertirete, ciao, corro!
Questo post è dedicato all'associazione GENIUS LOCI di Matera, che promuove la conoscenza del fischietto o cucù come viene denominato nella nostra zona, questo evento che è alla sua seconda edizione, si svolge ogni 2 anni, riscontra molto interesse e attiva partecipazione di artisti da tutta italia e altri paesi europei, in mostra ci sono circa 300 fischietti diversissimi e interesantissimi, io ne ho fotografato qualcuno,dal vivo l'impatto emozionale è molto intenso, ma forse devo introdurre qualche informazione sul fischietto... La sua origine si perde nella notte dei tempi,il suo soffio evoca il ricordo biblico della Creazione di Adamo ed Eva,il suono simile al canto del cuculo è un dolce richiamo per la fanciulla alla quale veniva donato dal proprio amato, ma soprattutto era il gioco dei nostri nonni bambini,quando i bambini come gli adulti trovavano in qualcosa di tanto umile,qualcosa di infinitamente bello e prezioso, tanto da conservarlo con cura e gelosia. Sono manufatti che suonano attraversati dal soffio dell'umano fiato, plasmati dalle mani dell'uomo che come materia utilizza l'argilla, abbondano in poesia e fascino quasi magico e posseggono il linguaggio universale del relazionare e unire le genti. Dunque è un oggettino che si intende porti pace, amore, amicizia, fortuna e buonasorte, che è stato per lungo tempo un gioco per i piccini, un dono tra innamorati, ed oggi viene riscoperto ed in qualche modo celebrato per raccontarlo, conoscerlo e non perderne la storia.
IL PRIMO CLASSIFICATO, 1° Premio a Nicoletta Paccagnella di Nove (VI) con l’opera “Campanella Pupa”. Motivazione: passaggio dalla tradizione all’innovazione con forti componenti simboliche, artistiche e grafiche.
IL SECONDO CLASSIFICATO 2° Premio a Francesca Antoniotti di Pralungo (BI), con l’opera “Arca Battella”. Motivazione: complessità nell’esecuzione e carica di gioia compositiva.
IL TERZO CLASSIFICATO 3° Premio: Donato Francia di Silvi Marina (TE) con l’opera “Armonia”. Motivazione: nell’opera è preponderante il forte dialogo tra le terre e la composizione stilistica.
Miglior fischietto innovativo: Francesco Rigon di Nove (VI) con l’opera “Carrettino”.
Miglior fischietto ad acqua: Francesco Di Martino di Torino con l’opera “Insetto”.
oggi non ho molta voglia di parlare con parole...voglio incantarvi con le immagini della mia splendida città...però vi lascio con dei versi che ho scritto per partecipare ad un concorso di poesia dedicato ad essa...
"Matera nella giornata Unesco"
RICORDI DI TEMPI LONTANI di TERESA LUPO
I ricordi sono la parte di un sogno, frammenti di vita, legati all'esperienza che fu e non è più. Matera, madre segreta, labirino di strade, dedalo di scale, domino di tetti e case su case. Ovunque l'occhio posi, sulle tue vecchie vestigia, riceve il dono del ricordo. Ricordo di vecchie comari aggrinzite, sedute a consunte sedie di paglia, assorte nel loro sommesso pregare, che scorrono tra le indurite dita i lucenti grani di un rosario. Ricordo di anziani contadini un pò stanchi che nel pomeridiano riposo intrecciano ora un cesto di vimini ora peperoni e pomodori rossi da essiccare al sole, in attesa di freddi inverni. Il ricordo del ricordo dei nonni che nella natia casa, divisa con le bestie domestiche, han lasciato il cuore... Ricordo dello stridio delle ruote del traino di ritorno dai campi, trainato dal suo assonnato mulo, carezzato dai caldi raggi del sole che inondano il selciato, le pietre, il tufo, le grotte, le case. Matera, accogliente madre, scrigno incastonato di meravigliose chiese, preziose come gemme. Ovunque appoggi l'orecchio, s'ode il tuo sussurro narrare le storie passate di ricordi lontani. Ricordo di vicinati, di case, di famiglie e bambini dai nudi piedi, costantemente vigilati da un vecchio e stanco occhio che pare distante nel suo romingo pregare, ma che sorveglia attento, materno, e osserva l’animoso giocare. Ricordo di una romita finestrella da cui abitualmente fa capolino uno scolorito fazzoletto, posato su un chino capo argenteo, che dal passante si informa della vita che oltre i suoi vetri scorre. Ricordo del vivace vociare di donne raccolte attorno alle fontane, del gorgoglio della cristallina acqua che empie le capase nel giornaliero rito. Ricordo delle infinite pignate sfrigolanti che inondano le antiche viuzze di odori di cucina, di case, di famiglia, di buono... Matera, antichissima madre, abitata dalle più remote ere ma vissuta ancora in questi futuri giorni. Ovunque lo sguardo si posi, le membra sussultano per quanta poesia riecheggia in questi ameni luoghi. Ricordo è ogni finestra che come un quadro incanta l'occhio e l'anima con i suoi paesaggi infiniti e mai finiti. Ricordo di lumi notturni, posti fuori dagli usci da ogni famiglia che di notte ti tramutavano in specchio pel cielo, affinchè con esso competessi in fulger di tremule luci come di stelle. Matera, a noi ti sveli ogni giorno nuova, diversa, ma sempre la stessa, infinita e stupenda.
COPPIA DI FALCHI GRILLAI
TERRA DI LUCE
TERRA DI SOLE
TERRA DI SILENZIO
TERRA DI PACE
TERRA DAI VIVI COLORI
TERRA DI ARIA TRANQUILLA
TERRA DI ISPIRAZIONE LIBERA E PURA
TERRA DI SOLITUDINE
TERRA DI POESIA
TERRA DI NEBBIA E MISTERO
TERRA DI TUFO, CUSTODE DI TRADIZIONE
TERRA CHE NON HA BISOGNO DI TERRA
TERRA RICCA DI TERRA
TERRA DI CIELI INFINITI
Queste immagini sono delle Murge materane, la prossima volta vi porterò diversi scorci, magari vi porto nei "Sassi".
"Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente ballezza" CARLO LEVI, 1952